SINAI
Un cammino tra Fede e Stupore
DINO CAPPELLETTI
Salire sul Monte Sinai, in arrampicata notturna, è un’esperienza che lascia il segno su chi riesce nell’impresa.
Percorrere i ripidi sentieri per più di 3 ore, fianco a fianco con “Fedeli” e curiosi di tutto il mondo, in molti casi anziani i quali affrontano con enorme difficoltà l’avventurosa salita al Monte di Mosè, prova che l’uomo è alla continua ricerca della verità, di un segno tangibile dell’esistenza di Dio.
Attendere l’Alba, ad un’altezza superiore ai 2000 metri s.l.m., con temperature spesso proibitive, è una prova di forza.
L’Alba, a quell’altitudine, ha un sapore, un profumo, una profondità senza eguali, è come se una luce divina ti attraversasse il corpo, donandoti forza e vitalità, coraggio e conoscenza, cancellando la stanchezza accumulata durante la salita, e donandoti la forza per affrontare la discesa, altrettanto faticosa, per raggiungere il Monastero di S.Caterina, ai piedi della montagna, nel cui interno sono conservati gelosamente “Segni della Fede” come il pozzo ove Mosè incontrò Sara ed il “Roveto Ardente”, arbusto sempreverde unico nel suo genere.
Le immagini qui inserite, cercano di raccontare, in breve, questi momenti e queste emozioni.
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